# Perché a Catania si mangia carne di cavallo?

> La carne di cavallo nella tradizione catanese: l’arrusti e mangia, il confronto con Piacenza e le domande sulla sua origine.

URL: https://kataniamp.com/storie/carne-cavallo-catania/
Autore: Katania
Pubblicato: 2026-11-03
Aggiornato: 2026-11-03

La domanda arriva spesso da chi visita Catania, ma può spiazzare anche chi ci vive: da dove viene questa abitudine? Una tradizione può essere riconoscibile senza avere una data di nascita certa. Partiamo dalla tavola, dai racconti e dalle fonti disponibili.

## Una tradizione riconoscibile, senza una data di nascita certa

La carne di cavallo, anche in forma di polpetta alla brace, appartiene al paesaggio gastronomico catanese: il nostro carosello parte da questa esperienza e la guida cittadina del Comune richiama la presenza dell’arrusti e mangia. [1]

Stabilire il momento preciso in cui l’abitudine si è affermata è un’altra cosa. Il testo originale riconosceva questa difficoltà. Non basta una spiegazione tramandata per fissare una data di nascita o attribuire alla tradizione una sola causa.

## Non succede soltanto in Sicilia

Un confronto utile è Piacenza. Il Comune ha dedicato una scheda alla piccula ad cavall, preparazione con carne equina macinata e verdure, tradizionalmente accompagnata dalla polenta. La scheda ricorda anche il consumo diffuso nel secondo dopoguerra, legato al costo contenuto e al valore attribuito all’alimento. [2]

La piccula appartiene dunque alla tradizione piacentina. Il confronto mostra che la stessa carne può assumere forme e significati diversi da una città all’altra: la preparazione, gli accompagnamenti e il modo di consumarla sono parte della storia.

## Una spiegazione unica non basta

Le fonti qui raccolte documentano tradizioni e preparazioni, ma non permettono di fissare un’origine unica dell’abitudine catanese. Per ricostruirla servono testimonianze, documenti commerciali e studi sulle pratiche alimentari.

È una distinzione utile: descrivere un piatto presente nella vita cittadina non equivale a dimostrare perché abbia iniziato a diffondersi. I racconti tramandati possono indicare una pista, ma vanno confrontati con i documenti.

## Un’identità si può raccontare anche facendo domande

Ci sono persone per cui questo cibo è un rito e altre che non lo consumano. Raccontare la città non significa attribuire a tutti la stessa scelta: significa riconoscere un’abitudine e provare a capirne il posto nella vita locale.

Il punto di partenza resta la curiosità: qualcosa che sembra ovvio, appena lo guardi meglio, apre altre domande. Chi lo preparava in famiglia? Dove lo si comprava? In quali occasioni lo si mangiava? Anche queste memorie aiutano a raccontare la città.

## Fonti

1. [Comune di Catania — Guida alla città e ai suoi quartieri](https://www.comune.catania.it/il-comune/uffici/istruzione/conoscerecatania/allegati/singole.pdf)
2. [Comune di Piacenza — Scheda De.C.O. Piccula ad Cavall](https://www.comune.piacenza.it/s3/5141/allegati/servizi/imprese-e-commercio/piccula-ad-cavall.pdf)

Immagine: La Pescheria di Catania di sera, settembre 2013. Immagine di contesto della convivialità cittadina: non raffigura una preparazione di carne equina. — Carlo Pelagalli, CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/). Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Catania,_il_mercato_del_Pesce_di_notte_-_panoramio_(1).jpg

Post originale: https://www.instagram.com/p/C9fYow8tEFS/
