Territorio Dall’archivio 2024

Borgo, Crociferi, Squibb: Catania si racconta nei nomi.

Cinque luoghi, tra nomi ufficiali e memoria quotidiana: una passeggiata nella storia di Catania a partire dal carosello Katania.

Palazzi barocchi e balconi lungo via dei Crociferi a Catania.
Via dei Crociferi, Catania, ottobre 2022. Foto: Derbrauni · CC BY 4.0 · formato adattato per il web.

A Catania puoi dare appuntamento al Borgo o allo Squibb e farti capire senza usare il nome scritto sulla mappa. I luoghi hanno spesso due identità: quella ufficiale e quella che passa di bocca in bocca. Nel nostro archivio abbiamo raccolto cinque esempi da guardare con un po’ più di attenzione.

Piazza Cavour, per tutti il Borgo

La guida del Comune ricostruisce una sequenza di nomi: il pianoro fuori città chiamato Piano delli furchi, poi piazza Borgo nel Settecento e infine piazza Cavour dal 1876. Anche il ricongiungimento urbanistico con il centro è successivo, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. [1]

Il nome Borgo conserva il ricordo di una distanza che oggi non percepiamo nello stesso modo. La storia del quartiere è legata anche all’arrivo degli abitanti di Misterbianco dopo l’eruzione del 1669, ricordato nella ricostruzione storica della parrocchia di Monserrato pubblicata dall’Arcidiocesi. [5]

Via Palermo: un nome che indica una direzione

Nel racconto del nostro carosello, via Palermo è la strada del collegamento verso l’altra grande città siciliana. È un esempio semplice di come una via possa conservare, nel nome, una funzione di passaggio. [4]

Per leggerla oggi non serve immaginare un percorso immutato nei secoli. Basta cambiare domanda: prima che questa strada fosse il nostro tragitto quotidiano, quali movimenti rendeva possibili? Un nome può essere il punto di partenza per esplorare il rapporto fra la città e il territorio che la circonda.

Il Bastione degli Infetti: una difesa dentro il quartiere

Il portale turistico del Comune lo descrive come il bastione più integro della cinta muraria cinquecentesca di Catania, in via Torre del Vescovo. Non è un monumento isolato: le costruzioni che lo circondano rendono meno immediata la lettura del suo perimetro. [2]

Il nome è collegato all’uso come lazzaretto durante la peste del 1576, ricostruito da italiani.it. [6] Alla funzione militare si sovrappose così quella sanitaria: un luogo costruito per difendere la città venne utilizzato per isolare i malati.

Via Crociferi: la città ricostruita

La guida del Comune collega il nome della strada alla chiesa di San Camillo e ai Padri Crociferi, riconoscibili per la croce rossa sull’abito. Dopo il terremoto del 1693, via Crociferi divenne uno dei cardini della ricostruzione. [1] Il suo nome permette di leggere il quartiere come una rete di presenze religiose, oltre che come una sequenza di facciate.

È un cambio di sguardo utile anche per chi ci passa abitualmente: dietro l’immagine della strada ci sono istituzioni, percorsi e usi che ne hanno formato l’identità.

Largo Paisiello, alias Squibb

Qui il soprannome ha avuto una vita propria. Il racconto di italiani.it collega Squibb a un marchio di prodotti da barba e raccoglie le memorie di chi ha frequentato questo spazio tra writing, skate e amicizie. [3]

Non è soltanto una curiosità toponomastica. È il modo in cui le persone si appropriano di un luogo e gli danno un significato. Le mappe aiutano a trovarlo; i nomi che usiamo ci dicono anche come lo abbiamo vissuto.

Dai nomi ai quartieri

I nomi raccontano anche le separazioni: San Berillo storico e San Berillo nuovo sono due zone diverse, unite dalla vicenda delle demolizioni. A pochi passi da via Crociferi, invece, la Catania sotterranea conserva tracce di epoche sovrapposte.

Le fonti, per andare oltre.

  1. Comune di Catania — Guida alla città e ai suoi quartieri
  2. Comune di Catania — Bastione degli Infetti
  3. italiani.it — Largo Paisiello, testimonianze sullo Squibb, 2018
  4. Archivio Katania — Le origini di cinque luoghi iconici, settembre 2024
  5. Arcidiocesi di Catania — Sebastiano Mangano, La parrocchia di Monserrato
  6. italiani.it — Bastione degli Infetti, storia e trasformazioni
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